è presto,
troppo presto per scrivere qualcosa.
i ricordi, i profumi, i panorami, le sensazioni e tutto il resto mi rifrullano nella testa in maniera sconfusionata.
è troppo presto per rimetterli in ordine, provare a dargli un senso, almeno cronologico.
il timore nell'attraversare una frontiera non turistica entrando in siria,
il traffico spumeggiante e sorprendentemente fluido di Aleppo, gli odori delle mille spezie nel suck,
gli occhi delle donne di un verde intenso che brillano sullo sfondo nero dei loro vestiti,
i bambini con gli occhi sgranati, emozionati + di noi, nel vederci,
e poi il silenzio del deserto che ti riempie l'anima,
il cay alla menta di mohamed, il fresco nell'oasi di palmira dopo 280 kilometri sotto il sole cocente.
forse solo ora mi rendo conto che le continue emozioni provate mi anestetizzavano la mente, rendendomi incoscente.
forse solo ora, comodamente seduto a casa, mi rendo conto, di dove somo passato, cosa ho visto, vissuto.