La proverbiale gioia di vivere dei brasiliani è conosciuta, quanto invidiata, in tutto il mondo. In effetti mi sono reso conto anche io che per il popolo brasiliano ballare non è solo un semplice movimento del corpo, ma uno strumento di comunicazione importante e soprattutto di aggregazione sociale. I brasiliani, in particolare nel periodo del carnevale, si riversano sulle strade, nei locali, nelle case, scatenandosi come matti per festeggiare.
Fare festa, da quelle parti, sembra rientrare nella loro più profonda cultura, a tal punto che a volte non riesci a comprendere tutta questa euforia, perché se ti guardi intorno cè poco da festeggiare.
Un sabato notte, a Rio de Janeiro, vengo portato da un gruppo di amici locali a ballare samba in un palazzetto, allinterno del quale ha sede la più grossa e importante scuola di samba di tutto il Brasile. E una di quelle scuole che concorrono per vincere le sfilate dei carri al carnevale di Rio, e in quel periodo è affollatissima perché la gente vuole prepararsi a dovere per levento dellanno. Il carnevale, in quei giorni, è alle porte e la febbre da festeggiamenti sembra colpire tutti, senza distinzioni sociali. Il povero che vive di stenti nella favela e il ricco che si muove sulla Porche, si incontrano qui, uniti dallo stesso spirito di gioia e allegria.
Appena valico la scalinata che porta allinterno del palazzetto, vengo investito da un rumore assordante e travolto da una ressa di gente che spinge forte e ti toglie il fiato. Io non amo molto i posti troppo affollati, ma devo ammettere che questa esperienza, in quel contesto, era decisamente una novità entusiasmante per me. Faccio qualche passo lento guardandomi intorno con la bocca semiaperta e gli occhi un po sgranati. Incredulo seguo il gruppo e ci fermiamo in un angolo mischiandoci alla bolgia per ballare samba e bere birra. Iniziamo la festa anche noi e
dopo pochi minuti arriva uninsegnate della scuola che cerca di formare dei gruppi di ballo. Lei però non si rende conto che lattenzione della gente è rivolta tutta su di lei. Balla samba da farti ubriacare senza toccare una goccia di alcol. Io la osservo immobile, e dopo neanche dieci secondi inizio a naufragare nellincertezza dei suoi movimenti sicuri.
Mi sento un deficiente, goffo, fuori luogo e imbarazzato. E un po come mettersi a cantare OSole Mio al fianco di Pavarotti. Mi sento un po inadeguato, ma guardarla è uno spettacolo bellissimo, e me lo godo fino in fondo, senza muovere un dito per non inquinare la mia attenzione su di lei.
Rimaniamo a ballare fino a che, privo di forze, imploro la ragazza che mi ha portato fin lì di tornare in ostello. Erano quasi le sei del mattino eppure cera ancora un sacco di gente che ballava e urlava divertita. Questi brasiliani sono irraggiungibili, non solo col pallone
PS: Nel finale del video, riprendo il momento dei saluti con una ragazza di straordinaria simpatia e con la quale nascerà una bella e sincera amicizia. Franciely questo racconto è per te, che leggerai queste righe. Grazie per quella notte di sfrenata libertà passata insieme, camminando sotto la pioggia, senza ombrello e a braccia aperte, sulla spiaggia deserta di Copacabana, a Rio de Janeiro. Sei straordinariamente ricca di energia. Buona fortuna.
Daniele