Negli anni, la grotta continuò ad allungarsi e a crescere nelle tre dimensioni. Al ramo principale si aggiunsero le Gallerie degli Inglesi e il nuovo ingresso della Buca del Serpente. Da una piccola grotta in cima alla montagna, seicento metri più su della Buca d'Eolo, il monte soffiava una enorme colonna daria verso il cielo delle Apuane e, nel 1976 qualcuno riuscì a passare oltre il suo antico termine. Pozzi, meandri, gallerie: davanti agli esploratori di Torino si spalancano gallerie enormi, baratri che scendono in tutte le direzioni, molti fondi differenti. Credevano di entrare velocemente nel Corchia dallalto: si sarebbero trovati ad arrivare ai limiti delle loro capacità esplorative a causa delle dimensioni della grotta. In pochi anni ecco nascere un altro ingresso significativo, labisso Farolfi, sul versante opposto della montagna, che viene congiunto velocemente con il Fighiera poi, finalmente, attraverso gli stretti budelli dedicati a Omar Khayyam e i rami di Valinor sul colmo del Pozzo dei Titani, le due enormi grotte si congiungono. Il complesso del monte Corchia è nato. Una grotta che, alla fine del 2003, misurava un dislivello di 1187 metri e 53 chilometri di sviluppo rilevato.
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