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3 giorni e 3 notti in completa solitudine su una spiaggia a Great Keppel Island - Australia

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…Nelle tre settimane successive alla pausa dei sensi che mi sono concesso a Bellingen, brucio un po’ le tappe ed in pochi giorni viaggio a tutta velocità passando da Port Macquaire, Coffs Harbour, Byron Bay, Nimbin, e successivamente via sulla Gold Coast e Sunshine Coast, più un safari di quattro giorni a Fraser Island, arrivando infine a Rockampton. Il paesino non suscita in me molto entusiasmo, se non per il fatto di essere attraversato dalla linea immaginaria del Tropico del Capricorno. E fin qui nulla di stravolgente. Ma da Rockampton si può traghettare verso un isola che rimarrà storica per me. L’isola in questione si chiama Great Keppel Island. Non è considerata quasi da nessuno tra i viaggiatori dell’ostello in cui dormo, e proprio per questo motivo decido che forse vale la pena visitarla. Certo, mai e poi mai immaginavo che su quel isola avrei vissuto l’esperienza più selvaggia che potessi desiderare. Dopo una tranquilla traghettata accarezzato dal vento arrivo a Great Keppel Island, decisamente piccola, in cui c’è un solo dormitorio per viaggiatori e subito a fianco un mega Resort di proprietà della Qantas con tanto di pista d’atterraggio per piccoli aerei da turismo. Il colpo d’occhio è folgorante e m’innamoro all’istante di quel posto. Spiagge semideserte con sabbia finissima e soffice, mare di un color turchese imbarazzante, ed una vegetazione ricca di piante che non so nominare e palme ovunque. Non ero mai stato ai Tropici, e devo ammettere che quello che mi si presentava davanti agli occhi era uno scenario di natura incredibile. Essere in una posizione molto vicina al Tropico del Capricorno, significa che lì non esiste l’inverno e che le stagioni sono suddivise in secche e umide. Io ero arrivato lì quasi in pieno inverno australe, eppure avevo trovato condizioni climatiche a dir poco idilliache. Trenta gradi e un sole che da noi neanche a ferragosto!! L’isola è selvaggia, non ci sono strade, quindi auto ne traffico, ci sono solo due strutture ricettive, vicinissime in termini di spazio ma lontanissime per ciò che rappresentano, e una sola stradina in cui trovi qualche negozietto e un Pub. Tutto qui! Questa è Great Keppel Island, un isola minuscola appartenente all’isola più grande del mondo. Non avevo ancora deciso quanto mi sarei fermato, ma le premesse erano delle migliori, perché non me ne andassi via più. Io amo spudoratamente questi posti così “lontani” dalla civiltà rumorosa e irrispettosa della natura, ed è qui che trovo la pace e il mio equilibrio. La prima notte la passo in quel simpatico ostello costruito con dei tendoni ed una specie di branda su cui dormire, e seppure il contesto fosse il più congeniale alla mia natura, non riesco a chiudere occhio e mi sento fuori luogo in quella brandina all’interno del tendone, con un inglese ubriaco sopra la testa che russava e scoreggiava come un trattore! E così, al mattino, ancora frastornato, mi carico lo zaino e mi avventuro da solo in una giornata di trekking per esplorare un pò l’isola. Giunto sull’altra sponda, valico una salita che termina sul promontorio che domina la baia di Red Beach. Non potevo credere ai miei occhi! Una spiaggia meravigliosa completamente deserta, incastrata in una baia da farti innamorare. Sono rimasto lì seduto, in cima al promontorio, solo, senza parole, a bocca aperta, per un ora. A volte vorrei che il tempo si fermasse e, come una fotografia, rimanesse lì, per sempre… Tornando indietro verso l’ostello ero attonito e non sono riuscito a parlare neanche con me stesso. Continuava a balenarmi in testa un idea, che solo al pensiero rabbrividivo dall’emozione. Volevo tornare, indietro, su quella spiaggia deserta e stare lì, da solo, per qualche giorno! Ma che cazzo faccio solo in una spiaggia deserta su un isola dell’Australia, mi chiedevo? Non riuscivo a darmi risposte, così per non pensarci più, il mattino seguente ricarico lo zaino con una decina di litri d’acqua e tutta la frutta che sono riuscito a comprarmi, e mi incammino verso la Red Beach. Avevo deciso! Mi fermo lì e me ne sto da solo come un naufrago il più a lungo possibile, lontano fisicamente da tutto il mondo! In fondo non correvo rischi ed avevo con me una scorta di cibo che bastava per qualche giorno, poi sarei stato comunque costretto a tornare alla normalità. Appena arrivato sulla spiaggia fatidica, trovo il punto ideale e sistemo le mie cose dietro qualche albero. Non c’è nessuno davvero, e mi emoziono a tal punto che inizio a correre urlando a braccia aperte sulla spiaggia fino a buttarmi in mare a peso morto. Libertà e solitudine, sono due concetti, per me, estremamente importanti, e delicati! La prima è uno stato d’animo soggettivo, e dipende da molti fattori, la seconda invece è oggettiva, e quando arriva se la vivi male ti distrugge. Io adoro la solitudine, anche se in mezzo alla gente ci sto benissimo, mi serve per trovare la mia intimità e mi manca quando non ce l’ho. Ero partito da solo per questo viaggio ma fino a quel momento non avevo ancora conosciuto il significato di solitudine in un viaggio in solitaria. Sembra strano, ma è così. Rimango su quella spiaggia, completamente solo, per tre giorni e tre notti, passando dalla solitudine vera alla felicità pura, fino alla libertà mischiata alla noia. Il tutto immerso interamente in un contesto naturale selvaggio, e incontaminato. Ho parlato da solo, riso, urlato, riflettuto, pianto. In quei tre giorni ho trovato un senso al calcio che cinque mesi prima avevo dato ai punti fermi della mia inutile vita. Così, vivo la mia esperienza da naufrago sull’isola dei non famosi a Great Keppel Island, precisamente a Red Beach nel luglio del 2002 in Australia. E non me ne pentirò mai… somewhere over the rainbow…

Comments
Danysurf - 6 years ago
Vai Eddi, il mio indirizzo di posta è nella mailing list delle CENE A1. cavalo da lì, e lascia sto recapito che ci recapitiamo a tavola. Ecchecchezz!!! ;-)
Eddie - 6 years ago
Ciao Selva e Dany, Milano sì, avviluppato dai suoi viscidi tentacoli per un paio di settimane. Mò vi scrivo per ammollarvi o numero tel. Allora aperitivo al campo base del Domm, e poi a cena dopo aver toccato la coroncina della Signora dorata. Sperando di non essere preda della tormenta. Che poi con tutti sti amici rampicatori, qualcuno che ci cava dai guai lo troveremo, no? Ecchecchezz!!
-Cami- - 6 years ago
Dani sempre gentilissimo come al solito. Grazie per il commento. Smack
Danysurf - 6 years ago
Paki, corro a leggere, poi ritorno ;-)
Danysurf - 6 years ago
Sergione la prossima volta ci andiamo insieme sulla spiaggia deserta, ci portiamo un paio di parrucche (che ancheio sto andando in piazza) e chissà mai che troviamo un paio di sirenette!!! Annagg...
SerBaz - 6 years ago
Ciao Dany, meravigliose queste immagini, come si fa a non innamorarsi di un posto del genere!
Pakilò - 6 years ago
dany vai a leggere il romanzo d'appendicite di michele chi, è spassosissimo....cià
selvatiko - 6 years ago
...e bravo, e io dovrei fidarmi di uno che gira col garelli per fiondarmi all inseguimento del VANligure ??? okay, non sarò equilibrato, ma "sun minga scemù !!" !!! ROBI salgo con voi due !!!! ( cazz, proprio ora che avevo lanciato l urlo sul post di REDrobi, un commento d alleanza con te... tzu' )
Danysurf - 6 years ago
Selvaggione di un Selvatiko, ho letto che hai parlato bene di me dalle parti di Vanessa. Occhio che vengo lì e ti bacio in bocca. Poi son cazz... i tuoi ;-)
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Danysurf
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Attualmente impegnato nella preparazione di un lunghissimo viaggio in moto, che cercherà di essere un vero e proprio giro del mondo. Un viag...
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