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The Troubles

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Ero ancora un bambino quando guardavo quelle immagini in televisione. Centinaia, migliaia di persone si accalcavano sotto e sopra un muro che per tanti anni aveva diviso una città. Velocemente lo sgretolavano, lo facevano a pezzi, come se non fosse mai esistito. SI diceva che con la fine del comunismo sarebbe cominciata una fase di pace e prosperità per il mondo intero. Quel muro che cadeva a Berlino rappresentava l'inizio di una nuova epoca, dove le differenze tra i popoli erano destinate a scomparire. In realtà sono cresciuto, mi è spuntata la barba e ho terminato gli studi, ma il mondo è ancora pieno di muri che separano, muri che allontanano. Ci sono muri ovunque, tra il Messico e gli Stati Uniti, tra le due Coree, tra India e Pakistan, a Gaza. E' strano che, nell'era tecnologica che stiamo vivendo, il mattone serva ancora a separare culture diverse. Ma quei posti sono distanti da noi, dalla vecchia e civile Europa, dove sarebbe impensabile innalzare un confine fisico tra due stati, figuriamoci all'interno della stessa città. Eppure il muro che si erge davanti a me è reale, eppure mi trovo ancora nella tanto decantata Unione Europea. A Belfast oggi fa freddo, ma qui il clima è così, può piovere col sole e pochi minuti dopo compaiono le nuvole, la pioggia cessa e inizia a soffiare un vento gelido. Nel 2005 l'IRA ha annunciato il cessate il fuoco definitivo, ma questo era già accaduto altre volte. E' dai tempi dell'indipendenza irlandese che, ogni volta che viene siglato un accordo di pace, c'è chi non è d'accordo e prosegue la lotta armata. Soltanto due mesi fa, qua vicino è stato ucciso un poliziotto cattolico. Gli avevano piazzato una bomba sotto la macchina. Belfast è una città grigia, e non solo per il clima. C'è poco da vedere e poco da fare, nonostante le guide turistiche vogliano venderla come una città in crescita e piena di fermento. Nonostante questo, l'atmosfera che si respira basta a ripagarmi delle quasi tre ore di autobus da Dublino. La crisi economica ha colpito tutti, cattolici e protestanti. Le crisi non fanno distinzioni di razza e religione. Gli ex-guerriglieri, da una parte e dall'altra, si sono inventati un nuovo lavoro. A bordo di taxi rigorosamente neri, portano i turisti in giro per la parte ovest della città, quella dove nella seconda metà del XX secolo sono morte migliaia di persone. Beccare il tassista cattolico o quello protestante è una scelta affidata al caso, loro cercano di essere imparziali quando raccontano degli scontri, ai quali spesso hanno partecipato. Shankill è il quartiere protestante, dove ogni casa espone la bandiera del Regno Unito o quella dell'Ulster e dove i murales raffigurano membri delle forze paramilitari fedeli alla corona britannica. Tra i vari gruppi ce n'era uno chiamato "i macellai di Shankill", famoso per aver rapito molti civili cattolici che venivano torturati e sgozzati. Per quelli che vivono a Shankill, queste persone sono eroi che proteggevano la popolazione dai terroristi, da quelli che mettevano le bombe nei negozi e uccidevano anche i bambini. La zona di Falls Road è il quartiere cattolico, qui le bandiere sono quelle tricolori irlandesi. I murales raffigurano membri dell'Ira morti nelle prigioni britanniche dopo processi sommari e in condizioni disumane. Per gli abitanti del posto erano eroi che lottavano per l'uguaglianza, in una città in cui non godevano di nessun diritto. Tra i due quartieri c'è questo grande muro, i punti di accesso la notte sono chiusi e le case nelle vicinanze sono blindate da grate di ferro. Camminandoci di fianco noto dei mattoni per terra, il tassista mi spiega che spesso vengono lanciati da una parte all'altra a caso, sperando di colpire qualcuno. Né i cattolici né i protestanti vogliono che il muro venga abbattuto, sostengono che la caduta del muro provocherebbe un nuovo inizio degli scontri. Per questo lo chiamano "peace wall", il muro della pace. Il tassista mi chiede se voglio mettere la mia firma sul muro della pace, mi dà un pennarello. Sono un po' disorientato ma firmo. Quando sto per risalire sul taxi sento all'improvviso un forte rumore, mi giro di scatto. Era solo un tuono, sta ricominciando a piovere.

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nathan
Male, 35
pesaro
Italy
Logged in: 4 months ago
 
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in ognuno di noi c'è un piccolo ulisse che ci spinge a viaggiare, a fare in modo che la data del ritorno venga rimandata di volta in volta.....
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