L'ultimo capitolo della "mia" Croazia riguarda una tappa non prevista. Vrhovine è un piccolo villaggio dal quale sono passato sulla strada per tornare da Plitvice. Una piccola località insignificante ma che è stata la tappa che più difficilmente scorderò di questo viaggio. Per la mia generazione la guerra è un qualcosa studiato sui libri (quando va bene) e visto al cinema "per divertimento". Un'entità astratta della quale è difficile rendersi conto veramente fino a quando ci si sbatte il muso, e anche se capita in maniera alquanto "soft", come è capitato a me, è una cosa che non lascia indifferenti. Vedere una casa sforacchiata dai proiettili, con i fori che si concentrano tutti attorno a una finestra non può non far pensare a che fine può aver fatto chi, un giorno, rispose al fuoco da quella stessa finestra per difendere la sua casa e i suoi affetti. E allora guardi tutto e tutti con occhi diversi... e così ti domandi: "quella vecchia fuori dal negozio... quante lacrime avrà pianto? E l'uomo dietro al bancone... avrà forse la mia età... se oggi c'è lui in questo posto è perchè ha combattuto... si sarà difeso? O sarà uno di quelli che hanno scacciato chi c'era prima di lui in queste case? Per non essere ammazzato, avrà forse dovuto ammazzare qualcuno?
Inevitabile per quelli come me pensare che la guerra sia una cosa che non ci riguarda, lontana nel tempo, lontana da noi... ma questa guerra è finita da meno di 15 anni e non era dall'altra parte del mondo, ma proprio qui, vicino a casa nostra...
Al solito chiudo con una notazione sulla musica... di sfuggita possono sembrare i Pink Floid ma in realtà sono gli italianissimi TIROMANCINO, con il loro brano "L'alba di domani".
Lorenzo