Nessuno si presenterebbe al controllo passporti di un qualsiasi aeroporto degli Stati Uniti senza un visto valido che gli convaildi anche il suo ultimo movimento gastrico. Infatti io non lho fatto.
Ciononostante, al JFK di New York, mi hanno trattato peggio di Tom Hanks in The terminal (grande Spielberg, tacci sua che mi ruba sempre la sceneggiatura
!).
Who are you? Where do you come from? Whats your name?
La leggendaria patata che, chissà poi perché, ogni qualvolta uno và negli Stati Uniti deve ingoiare per poter parlare meglio lamericano, mi si conficca appena sopra la carotide per il nervoso.
Need of permanence? mi interroga brusco e sospettoso un solerte doganiere, sicuramente uscito da poco da una casa di cura psichiatrica
travel rispondo paonazzo (colorito dovuto al rischio soffocamento da patata stavolta, non al nervoso).
Aha, and where are you planning to travel?
Se fossi napoletano gli avrei risposto ma jatavenne!!! invece, siccome sono inglese, gli ho sfoderato la mappa degli stati uniti e mostrato con indice tremulo tutti gli stati uniti. Che siccome sono uniti sono fatti apposta per essere attraversati congiuntamente.
Confuso (ma illuminato sulla grandezza di tutti sti stati che, uniti, fanno praticamente un continente) mi ha restituito il passaporto ed un sorriso alla Edward Bunker.
Evvai!!! New York sono tutto tuo
ed oltre
Se con 5 sterline stavo a pezzi con 5 dollari mi sento un re!
Rumble and humble