Vivevo in Cina da quasi due anni, in Xishuangbanna nella provincia dello Yunnan, in una casa sulla riva del Mekong. Sempre piu' mi sentivo a casa mia, ipotizzando un futuro nomade/stanziale nel Regno di Mezzo, passato a scrivere e a guardarsi intorno, con puntatine occasionali nelle aree dai nomi tra i piu' suggestivi per me, li' a ridosso dello Yunnan: Birmania, Laos, Vietnam, Tibet, Cambogia, Xingjiang... Un unico cruccio, che ogni tanto taceva e ogni tanto riaffiorava pungente come un sassolino nella scarpa o una parola che hai sulla punta della lingua ma non riesci a ricordarti: non potevo guidare una moto, non potevo avere il vento tra i capelli e i moscerini negli occhi zigzagando nel Celeste Impero. Una patente internazionale non e' riconosciuta in Cina, e per andarsene in giro su due o quattro ruote uno straniero deve essere in possesso di una patente cinese rilasciata dalle autorita' di Pechino o dalle sue emanazioni regional/provinciali. Ci provo in tutti i modi, ma non riesco a trovare la strada o la scorciatoia giusta per ottenerla; manca sempre un timbro, o un documento, o una green card, o un permesso di residenza che puoi avere soltanto se fai un lavoro "riconosciuto", e scrittore a quanto pare non lo e'... Finche', grazie a una tacita procedura tutta cinese (ma non solo) che qui si chiama "guangxi" e suona all'incirca cosi': "Io che conosco qualcuno che conosce qualcuno di dovere, faccio un favore a te; poi mi aspetto che tu, in un futuro vicino o lontano, quando io dovessi avere bisogno di qualcosa, faccia un favore a me", nel giro di una giornata magica la patente Made in China si materializza, ed e' una realta' da infilarsi nel taschino con un sorriso sornione e tre palpitazioni di una gioia a stento trattenuta.
E quella notte stessa, tra una birra e le chiacchiere con gli amici, si accende una lampadina abbagliante nella mia testa, e nasce l'idea.
Tre mesi piu' tardi, dopo una serie snervante d'impedimenti burocratici (chi avesse voglia di saperne di piu' puoi dare un'occhiata agli ultimi quattro o cinque aggiornamenti del blog 'La Cina e' vicina' sul sito di Feltrinelli), sono a Pechino in sella a una Granturismo verde metallizzato lattuga pallida, dopo 4 Px precedenti piu' una rimasta cordialmente ad arrugginirsi tra le mani dei ribelli congolesi.
Foto di rito davanti alla Citta' Proibita, Badaling e la Grande Muraglia, la municipalita' di Beijijng e la provincia dell'Hebei...
E questo e' solo l'inizio di un futuro che giorno per giorno e chilometro per chilometro diventera' "presente" nella mia vita, per i prossimi 500 giorni e i prossimi 60.000 Km o giu' di li'.