...Di ritorno da Philip Island, riparto da Melbourne per attraversare la costa sud e arrivare ad Adelaide, da dove avevo in programma di partire per attraversare il deserto. La terra rossa, è il vero motivo per cui ho scelto lAustralia. Il deserto, la sua imponenza, così calma apparentemente, ma talvolta devastante, il treno di polvere che si forma dietro la 4x4 mentre viaggi su una pista non asfaltata, il sorgere della luna con il suo colore rosso fuoco, gli orizzonti infiniti, i falò accesi per cucinare in mezzo alla sabbia attorniati dai sacchi a pelo, le miliardi di stelle, che lì ti sembra di poterle toccare, fanno di un viaggio nel deserto unesperienza nellesperienza. Diciotto giorni, nel deserto, pesano come 3 mesi di vagabondaggio nel resto dellAustralia. Il deserto ti consuma e ti logora pian piano, se non sei capace di gestirlo, e io non lo ero affatto. Condizioni igieniche quasi primitive, caldo soffocante, un incidente con un povero canguro che ha distrutto il nostro rimorchio e compromesso gravemente, suo malgrado, la riuscita della nostra traversata, un incontro ravvicinato con un aborigeno a Oodnadatta, hanno reso la mia parentesi desertica unavventura faticosissima. Il deserto, quello vero, non lo avevo mai guardato da vicino, vissuto nella sua maestosità, respirato, interpretato. Al mio arrivo ad Alice Springs, sono giunto in condizioni fisiche preoccupanti ma meravigliose a livello di spirito. Il deserto mi ha fatto riflettere, meditare, mi ha spaventato, emozionato, mi ha insegnato
a godere il silenzio